Da ieri la città è in fermento per l'inizio del Salone del Mobile: mai come in questi giorni c'è da girare a piedi.
Un pò per il traffico incredibile, un pò perchè ad ogni angolo può comparire qualcosa di insolito ... chessò, ad esempio una via Montenapoleone tempestata di lampadari di stoffa colorata.

Quest'anno ho aspettato il salone con impazienza: oggi per la prima volta ho avuto l'occasione di visitare alcune istallazioni in Triennale accreditata come stampa.
Poche persone, ancora qualche scatolone qua e là, ma non nello spazio Canon, semplicemente perfetto: una struttura geometrica e prismi colorati, fiori di ciliegio, pioggia di stelle ed una musica leggera.

So solo che era tutto un susseguirsi di inchini e di "mi scusi", "prego" e di qualche convenevole in giapponese scambiato a voce bassa. Non ho avuto nemmeno il coraggio di prendere un succo d'ananas offerto dal catering, per paura di sembrare scortese.
Da domani riprendo il mio progetto di reportage da spedire dall'altra parte del mondo...






























Ci siamo uniti alla festa portando uno dei nostri tavoli sul marciapiede davanti all'ingresso: in tanti si sono fermati a parlare con noi che, a quanto pare, siamo diventati famosi in tutta la citta' per la questione del film, soprattutto dopo l'intervista della NHK.













