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martedì 13 aprile 2010

Salone del mobile 2010 - preview

Da ieri la città è in fermento per l'inizio del Salone del Mobile: mai come in questi giorni c'è da girare a piedi.
Un pò per il traffico incredibile, un pò perchè ad ogni angolo può comparire qualcosa di insolito ... chessò, ad esempio una via Montenapoleone tempestata di lampadari di stoffa colorata.


Quest'anno ho aspettato il salone con impazienza: oggi per la prima volta ho avuto l'occasione di visitare alcune istallazioni in Triennale accreditata come stampa.

Poche persone, ancora qualche scatolone qua e là, ma non nello spazio Canon, semplicemente perfetto: una struttura geometrica e prismi colorati, fiori di ciliegio, pioggia di stelle ed una musica leggera.


Non so dire quanto tempo abbia passato qui dentro.


So solo che era tutto un susseguirsi di inchini e di "mi scusi", "prego" e di qualche convenevole in giapponese scambiato a voce bassa. Non ho avuto nemmeno il coraggio di prendere un succo d'ananas offerto dal catering, per paura di sembrare scortese.


Da domani riprendo il mio progetto di reportage da spedire dall'altra parte del mondo...


lunedì 8 febbraio 2010

Yayoi Kusama a Milano


... ovvero quando un ricordo bussa alla porta.

C'era una scultura bellissima a Tokamachi, per essere precisi alla stazione di Matsudai: un fiore tentacolare di mille colori, tutto ricoperto di pois, in mezzo al verde dei prati e vicino al fiume.
Mi piaceva guardarla ogni volta che passavo in macchina con Higuchi san, e la volta che gli altri sono entrati al museo e io mi sono fatta lasciare fuori, sono salita sulla collinetta per guardarla da vicino.
Sono rimasta un pò lì ad osservare le libellule, poi sono scesa al fiume.

Poi sono tornata in Italia.

Fatto sta che in questo inverno freddissimo ad un certo punto ho visto i manifesti con la foto di una enorme zucca gialla a pois neri, ma non ho detto niente a nessuno, pensando forse che non avrei trovato molti candidati disposti a venire con me alla mostra.
Forse ero anche un pò restia all'idea di sovrapporre altre immagini al ricordo del fiore tentacolare.
Ma quando Angela a sfoderato la locandina non ci sono più stati santi.

Un enorme fiore variopinto su sfondo pimpa era esattamente quello che ci si poteva spettare all'ingresso della mostra: quello che invece non mi sarei aspettata per niente è stato lo scoprire che questi innumerevoli Polka Dots (non è un bellissimo nome per un gatto???) che io chiamavo incoscientemente pois, non sono per niente frutto di un'anima allegra ma di una specie di ossessione maniacale.

... ma dopotutto la poesia è di chi la legge, e una scultura è altrettanto: a me continuano a mettere allegria!


Ps: se solo fossi un po' meno pigra ci sarebbero talmente tante cose da fare e vedere a Milano...

martedì 1 dicembre 2009

Il cuore delle cose - un racconto fotografico


E benvengano siano gli insegnanti severi, quelli che un pò ti fanno soffrire ma che poi ti porti dentro per tutta la vita, quelli che insegnano sempre e soprattutto fuori dagli orari di lezione, anche quando non sei più studente.
Quelli con cui, una volta laureato, costruisci un rapporto.
Benvenuti quelli come Virginia Sica, che torneremmo tutti in aula ad ascoltare per ore.

Con lei giovedì in Statale racconterò attraverso alcune foto l'esperienza del mio ultimo viaggio nelle campagne giapponesi. Non so bene come sia capitata un'occasione del genere, fatto sta che il discorso è pronto: certo se non avessi infilato in valigia anche le parole delle sue lezioni strapiene di studenti, sicuramente in quei tre mesi avrei capito molto meno.

Per chiunque avesse voglia di essere presente... ci vediamo alle 14.30 in Aula Magna, Polo di Mediazione linguistica e culturale - Piazza Indro Montanelli 1-14, Sesto San Giovanni (MI)!

lunedì 16 novembre 2009

Taste of time


Una serata in cui sei amici si ritrovano intorno ad un tavolo dopo 13 anni e hanno tutti le stesse facce.
Hanno cambiato zona quasi tutti, cominciano a fare bilanci, ma nessuno si è dimenticato di quel cortile in cui si passavano tutti i pomeriggi: si scoprono cose insospettate, ovvero che in tutti questi anni si sono pensati.
"Sai, la tua casa me la ricordo. Ogni volta che passo per la tua via butto un'occhio al tuo portone".
Cose così.
E a fine serata è tutto esattamente come prima e noi che per strada ci abbiamo giocato, e parecchio, giochiamo ancora allo stesso modo, alla soglia dei trenta.
Dopotutto in ognuno dei tredicenni di allora c'era già il seme di quello che sarebbe diventato.


venerdì 6 novembre 2009

Blocco del blogger.


Da parecchi giorni trascuro questo blog, ma non perchè non abbia cose da scrivere.
Il fatto è che, al di là dei mille lavori che mi occupano le giornate ma non rimpinguano il conto, ho una specie di blocco: da un lato l'ultimo viaggio si fa sempre più lontano, dall'altro la situazione qui sembra ancor meno definita del solito... aspetto sempre che succeda qualcosa di compiuto, con un inizio e una fine, di cui poter scrivere.
Una specie di limbo, insomma, e qualcosa mi dice che ci sarà da attendere ancora un pò.
Nel frattempo preparo una selezione di foto per la mia prima esperienza in università dopo la laurea: in una sorta di conferenza, il 3 dicembre, cercherò di raccontare la vita nelle campagne giapponesi, le persone, i suoni, i sapori e i colori del vero motore dell'Impero.
Scorro foto su foto e rivivo mille situazioni.

Catalogare i ricordi è un lavoro che richiede un sacco di tempo.

lunedì 21 settembre 2009

Il mio vicino Totoro

Serranda di un garage a Tokamachi!

Dopo 21 anni dalla sua uscita in Giappone, Totoro è arrivato nelle sale italiane: pur avendolo visto decine di volte, siamo corsi al cinema.
Tanti bambini ma anche adulti, qualcuno da solo, che sicuramente come noi sapeva già cosa stava andando a vedere.

Io ho cominciato a piangere coi singhiozzi alla prima schermata blu, e non ho più smesso. Non perchè ci fosse qualcosa di triste ma, anzi, perchè era tutto incredibilmente bello.

Lì è contenuto con esattezza il motivo del mio amore sviscerato per quella terra, quello che a parole non riesco mai a spiegare.

Il fatto è il Giappone è capace di creare sogni simili, che poi in fondo forse sogni non sono.

L'atmosfera delle risaie, delle case di legno e dei santuari, delle cicale e delle rane, lo spirito dei boschi... non è così magico perchè si tratta di un cartone animato. E' così davvero.
Chi di noi da bambino non ha mai visto muoversi i Nerini del buio (makurokurosuke) agli angoli della stanza, spegnendo la luce prima di addormentarsi?

Avrei voluto che in quella sala ci fossero tutti i bambini di Milano (e possibilmente meno madri: "eh si, questo cartone è più da femmine"... mio Dio.) perchè, se solo potessero crescere tenendo a mente questa meraviglia, io credo avrebbero una vita più genuina, più gentile, più lieve.


Totoro alla fermata del bus e la crescita dei semi...

sabato 12 settembre 2009

Terra, acqua e fuoco.


Tra tutte le esperienze nipponiche che non ho ancora raccontato e tra cui sto cercando di fare ordine nella mia testa, c'è questa, iniziata come tutte le altre: la vicina di casa dal grembiule giallo che mi sveglia di buon'ora e mi carica in macchina per una destinazione imprecisata.
Una vecchia scuola in montagna, ho scoperto poi, in cui un maestro insegnava alle donne del luogo a lavorare la terracotta.

L'imperfezione speciale

Ciabatte all'ingresso, grembiule da lavoro, un tornio a testa e soprattutto tutte le spiegazioni in giapponese. Si sono fatti in quattro per farsi capire.
Il mio tornio che girava veloce, la mia fatica evidente e qualche fallimento tecnico non gli impedivano di esclamare "sugooooi", "jozu neeee"... ma io nella mia opera non vedevo granché di eccezionale.

...La mia firma!

Le mani del maestro invece erano uno spettacolo. L'argilla gli obbediva silenziosa, si piegava ad ogni sua leggera pressione senza che lui facesse fatica.
Più efficiente di una macchina, in un paio di minuti preparava tazze da the, piatti, vasi.


Sono stata alla scuola tre volte in tutto: la prima ho dato forma alle mie tazze, la seconda, con l'argilla quasi asciutta, le ho decorate, ma la terza..... è stata una cerimonia tribale.
Innanzi tutto era notte fonda.
Il maestro non era nell'aula ma all'aperto, vicino al forno con alcuni uomini del paese: erano lì da tre giorni, a curare il fuoco, dandosi il cambio per riposare sui sacchi a pelo stesi in classe.
Le donne si occupavano di portare qualcosa da mangiare, una zuppa di miso calda che li riscaldasse, il caffè che li tenesse svegli.
Loro a turno controllavano la temperatura, aggiungevano legna, facevano respirare il fuoco in un paesaggio completamente nero e sommerso nel gracidare delle rane.
Tante risate, tanto sake (che il maestro aveva chiesto di evitare per non perdere la concentrazione), tante stelle sulle nostre teste.
Intorno al fuoco, come in una cerimonia che sa di antico.

La tribù intorno al fuoco

lunedì 31 agosto 2009

Un giorno d'estate anche per noi



Per chi quest'anno non ha visto il mare,
anche una gita di un giorno sul lago d'Orta profuma di vacanza. Amici, macchina fotografica, cd da viaggio ed un sole insperato che ha colorato le case di toni accesi.
Ho pensato che questo posto sarebbe perfetto da visitare con i primi amici giapponesi che capiteranno in Italia: mentre camminavamo per i vicoli di Orta mi immaginavo già cosa avrebbero potuto dire se fossero stati lì con noi.

La gita in barca a San Giulio per me è valsa forse di più dell'isola stessa, disabitata, eccetto il convento, e non troppo ospitale, ma che ci ha regalato un matrimonio scozzese e uno degli abbracci d'amore più romantici che io abbia mai visto:

Il vero motivo della gita è stata la finale mondiale dei fuochi d'artificio, che quest'anno sono stati il sottofondo della mia estate... ma certo che tanta gente così non ce la saremmo mai immaginata: il panino con la salamella della cena è stato una lotta e considerando quanto siamo stati in macchina al ritorno, avremmo potuto tranquillamente andare a vederli anche se fossero stati nelle Marche.

Ma lo spettacolo sul lago ...

lunedì 27 luglio 2009

柏崎市の花火、fuochi d'artificio a Kashiwazaki




Ho sempre letto di festival di questo genere nei fumetti, ho visto nei cartoni animati le ragazze vestite in yukata, le lanterne per le strade, e sempre mi sono chiesta se davvero fosse qualcosa di  cosi' poetico.


In realta' e' molto di piu'.
Due ore di fuochi che illuminano a giorno i volti di centinaia e centinaia di persone sedute in riva al mare, quasi in silenzio, e la fanfara che annuncia le esplosioni piu' importanti.



Esplosioni che rimbombano nel petto e alzano un coro di "oooooh".

Il cielo sembra quasi che non essere abbastanza grande.


Due ore di colore, di meraviglia, e poi una fiumana che si riversa composta nelle strade del paese, con le proprie stuoie sotto braccio e qualche bimbo addormentato sulle spalle dei genitori.

sabato 25 luglio 2009

Anteprima


Ieri pomeriggio grande fermento: alle 16 ritrovo nel teatro di Tokamachi per prepararsi al grande evento, l'anteprima del film しゃったぁず4 per gli abitanti della citta'.
Mesi di lavoro.
Tutti agitati per un cambio di orario e luogo di proiezione repentino comunicato solo 2 giorni prima, ci chiedevamo quante persone si sarebbero presentate... 
Quando le prime sono cominciate ad arrivare e' stato commovente.
Alcuni settori del teatro erano stati chiusi credendo forse che non sarebbero serviti, ma sono stati aperti ed in parte riempiti. 
La proiezione e' stata preceduta dal discorso dei 4 membri fondatori del progetto - Hatanaka, Yuta, Kris e Mouri- che hanno raccontato i loro intenti, l'aiuto delle persone locali nella realizzazione del film e quanto il loro progetto si sia ingrandito rispetto alle ipotesi iniziali.

Ha parlato il sindaco di questa citta' che in inverno viene sepolta da metri di neve e nonostante tutto resiste, sono stati intervistati tre dei quattro attori principali.

Il film, che per la prima volta ho visto dall'inizio alla fine e non spezzettato per scene, e' scorso semplice, sereno, pulito, con un messaggio chiaro che sicuramente e' stato apprezzato.
Gran parte delle persone in sala si e' vista recitare sul grande schermo. 
Alla fine sui titoli di coda molti applaudivano a ritmo di musica... e fortse qualcosa qui sta gia' cambiando, ma di questo vi raccontero' la prossima volta.


domenica 3 maggio 2009

Kimono matsuri


La mattina e' iniziata con la voce agli altoparlanti che annunciava la chiusura delle strade principali. Non ho fatto in tempo a scendere e ad aprire la porta di casa, che davanti all'entrata stavano gia' allestendo le bancarelle: le mamme con i bambini e gruppi di ragazzi portavano in strada il loro mercatino dell'usato o dell'artigianato.
Alle 10 l'aria sapeva gia' di carne alla brace e zucchero filato, il profumo delle feste.
Oggi e' stata la festa dei kimono, ma non solo: anche di tutti i giovani che quest'anno compiono vent'anni. 
Maggiorenni.
Un po' ribelli, con il trucco pesante, capelli decolorati ma... in kimono.
Le strade erano tutte un colore e le carpe di stoffa volavano da un capo all'altro della strada.
Ci siamo uniti alla festa portando uno dei nostri tavoli sul marciapiede davanti all'ingresso: in tanti si sono fermati a parlare con noi che, a quanto pare, siamo diventati famosi in tutta la citta' per la questione del film, soprattutto dopo l'intervista della NHK.
Si sono fermate anche persone che non avevamo mai visto... 
Chi portando delle birre, chi degli involtini di carne e funghi, chi dolci di riso e fagioli rossi.... tanti amici sono rimasti con noi fino a che si e' fatta sera.

domenica 19 aprile 2009

Hanami

Stamattina mi giravo e rigiravo nel letto, indecisa se alzarmi, svegliata dalle voci del comizio elettorale giu' in strada, quando e' suonato il telefono: numero sconosciuto.
Nel giro di venti minuti mi sono ritrovata su un furgone guidato dal giovane detto "la scimmia" (in borghese), affiancato dall"arabo" (in abiti tradizionali) e attorniata da cinque ragazze in kimono, che hanno iniziato a stappare Asahi alle 11 del mattino su un sottofondo di musica hip hop. Surreale.

Destinazione: il primo vero Hanami della mia vita.
I ciliegi stanno quasi sfiorendo ma sono ancora bellissimi, il clima e' caldo e i prati sono pieni di persone che mangiano sdraiate su stuoie di bambu' mentre i bambini giocano e i petali volano tutto intorno.
Le bancarelle vendono ogni genere di cibo: okonomiyaki, polpettine di polipo, gelati, zucchero filato e nell'aria c'e' profumo di carne alla piastra.
Queste ragazze, pur mangiando da quando sono partite, girano con i loro kimono con una leggerezza che non si puo' spiegare: a star vicine a loro si diventa piu' gentili.
Nell'acqua che circonda il castello, le coppie in barca ammirano i ciliegi.
In macchina mi hanno chiesto se potevano toccare i miei capelli, che a loro sembrano tanto diversi... piu' morbidi dicono. 
E' incredibile come tutti, in fondo, abbiamo le stesse curiosita'.

Sarebbe stato perfetto anche se la giornata si fosse conclusa cosi', nello stesso furgone che ritorna verso casa piu' silenzioso, con le ragazze in kimono addormentate, invece... siamo andati alle terme.
Immaginatevi immersi nell'acqua bollente che fuma, di fronte alla vallata di alberi scuri, la luce che cambia veloce e la sera che scende con le prime stelle.
Le rane che gracidano forte nell'acqua delle risaie.
Qualche lacrima come al solito, ma stavolta non si e' notata.

giovedì 2 aprile 2009

La certimonia



Questa e' una di quelle cose che se sei un turista non ti possono capitare.
Oggi, all'una, cerimonia propiziatoria al santuario shinto di Tokamachi aperta a tutta la troupe e agli attorti che da domani inizieranno a girare il film.
E' una cerimonia di "buon inizio" che si celebra tutte le vol
te che si inaugura qualcosa, per scacciare le energie negative: tamburi, battiti di mani, inchini, canti e sake finale.
Intanto fuori il sole scioglieva la neve della notte.
A pranzo un bento piuttosto sostanzioso davanti al computer a ritoccare delle foto fatte in mattinata e che serviranno in alcune scene del film.
Il pomeriggio ha subito una svolta dopo la conferenza stampa, con l'arrivo della vicina di casa: una donnina in grembiule giallo che ci ha portato in una galleria d'arte contemporanea e in giro per le montagne qui nei dintorni. E' incredibile come le persone di qui si dimostrino totalmente diverse da come appaiono.
Sempre lei sta organizzando per farmi partecipare anche alla piantagione del riso di maggio, ma forse non faro' in tempo.
Stasera invece si e' realizzato un sogno: dopo aver finito di montare il set delle riprese di domani, stanchi morti siamo saliti tutti sul retro del furgoncino e con un freddo che ci tagliava le orecchie siamo tornati a casa attraversando il paese.
Un po' come fare a Roma il giro in calesse.
O tornare dalla campagna nel retro dell'ape Piaggio.

Domani mattina si inizia, がんばります。

mercoledì 25 marzo 2009

La voix du sang


"Il meglio che possiamo augurarci è di scoprire, dietro il muro che abbiamo appena abbattuto, altre muraglie più lontane di cui ignoriamo la consistenza e che richiederanno alla nostra intelligenza di inventare nuovi congegni che dobbiamo costruire dal nulla"


Questo blog inizialmente era nato per condividere ricordi di viaggio tramite le mie foto, ma ora spero possa essere un modo per raccontare il prossimo viaggio in diretta.
Mi sono resa conto, postando quel video brevissimo (che peraltro si vede abbastanza male e senza colori), che ci sono sensazioni che se non si annotano da qualche parte e in qualche modo, si perdono e si dimenticano. Ce ne sono altre invece che se le scrivi perdono tutto.
Forse è la sottile linea tra quello che si può condividere e quello che va tenuto per sé, e che io ancora non ho imparato a riconoscere.
Fatto sta che questi giorni prepartenza sono davvero intensi: qualche lavoretto, la valigia che attende in sala sotto al tavolo su cui ho accumulato tutti i regali, e il rogito venerdì.
Un giorno solo di tempo per entrare nella nuova e vuota casetta e respirare un pò della sua aria, per poi cercare di capire da lontano come vorrebbe essere arredata.
Si, secondo me alla fine la voce che conta è la sua. 
Decide lei.

Nonostante gli impegni ieri sono stata alla mostra di Magritte, a Palazzo Reale: semplicemente imperdibile.
Non lasciatevela scappare, davvero... e se avete un pò di soldi da parte o andate in coppia prendete anche l'audioguida!


mercoledì 18 marzo 2009

Quasi pronta


Oggi la prima videochiamata dal Giappone da quando Kris è arrivata a Tokamachi: con quella meraviglia di skype ho fatto il primo tour virtuale nella casa in cui starò.
Due piani, sei stanze, un bagno tradizionale bianco e pulito, interni di legno e porte scorrevoli in carta di riso... e tra l'altro pare non sarò nemmeno così sola. 
Ci sarà lo sceneggiatore, che attualmente lavora con la troupe televisiva, che oltre a concedermi gentilmente l'utilizzo del suo vecchio Mac, pare si intenda anche di luci e mi farà compagnia durante le svariate uscite fotografiche.
Insomma, meglio di così non si poteva... senza contare che degli amici giapponesi che ho, alcuni sono originari proprio di Nigata e hanno famiglie disponibilissime.
Nel frattempo il progetto prende forma e io annoto tutto quello che deve entrare nella mia valigia, cominciando ad informarmi sulle condizioni meteo: se tutto va bene e non riprenderà a nevicare, anche questa volta vedrò fiorire i ciliegi.
Così, un pò per ricordarmi del viaggio precedente e un pò per entrare nell'ottica di quello che mi aspetta tra poco, ho recuperato i dvd con i filmati che ha fatto Roby esattamente due anni fa... eccone uno di quando siamo usciti stanchi ma felici dal Ginkakuji.

domenica 1 marzo 2009

人は武士


Ieri sono stata a Palazzo Reale: tra una vasta serie di mostre interessanti, tra Magritte, Caravaggio e il Futurismo, abbiamo scelto i Samurai.
Inaugurata il 25 febbraio e aperta fino al 2 giugno, espone trenta armature, spade ed elmi: forse non la parte più attraente del Giappone per una ragazza, eppure...
Sarà che io ho la lacrima facile e che apprezzo in particolare la provenienza, ma quello che ho visto è di una bellezza rara.
Per i particolari, per i colori, per la cura infinita con cui è stato prodotto.
Per la "delicatezza", che a noi europei potrebbe sembrare aggettivo azzardato in tema di guerra.
Anche a chi di Bushidō non avesse sentito mai parlare, credo sarebbe chiaro che queste in mostra non sono semplici armature e che le spade, come la credenza giapponese tramanda, non sono semplici spade, ma conservano l'anima di chi le ha forgiate.




giovedì 19 febbraio 2009

Nuovo capitolo


Oggi è arrivata la notizia che aspettavo.
La conferma.
Tornerò in Giappone, questa volta per lavorare.
Per un progetto che non avrei nemmeno sognato e ora prende forma tutto in un momento.
Chissà come sarà Niigata in aprile, mentre si prepara per la nuova triennale.
Ancora fredda credo, dato che in inverno viene sepolta da due o tre metri di neve... ma quest'anno pare che il clima sia più mite.
So che abiterò sopra ad un ristorante di sushi, in una via piuttosto animata, con un gruppo di ragazzi che lavorerà ad un film.
Che fotograferò le persone locali.
Che quasi nessuno parlerà inglese.

So che partirei anche se sapessi meno di così.

mercoledì 26 novembre 2008

Compromesso


E' una parola che non mi è mai piaciuta, tranne questa volta: pare che questa rimarrà la mia città e non andrò a piantare la mia bandierina in altre parti del mondo.
Su questo compromesso ieri ho messo un'infinità di firme e girando per Milano ho riscoperto che mi piace, che se avessi preso casa da un'altra parte mi sarebbe mancata.
Un po' per le radici che sono qui, un po' anche per questi milanesi sempre imbronciati che appena vedono il cielo azzurro cambiano subito faccia.
Per i tram vecchi, per il castello, per le guglie del Duomo su cui sono risalita domenica per la seconda volta in vita mia.
 
"Credo che i progetti destinati a realizzarsi siano quelli in cui anche i tempi combaciano alla perfezione", Banana Yoshimoto - Chie Chan e io



lunedì 3 novembre 2008