giovedì 16 aprile 2009

The best place to cry



Due giorni fa abbiamo finito di girare il film.
Dico "abbiamo" perche' tutti abbiamo fatto una fatica estrema, tutti abbiamo fatto tutto: la sera, soprattutto negli ultimi tre giorni, eravamo talmente stanchi che non si riusciva a dormire.
Ma la penultima sera e' stata memorabile.
Avevo appena finito lo scatti per il poster del film, ovvero una foto notturna dei quattro attori principali in strada (trafficata e buia) e se non ci fossero stati i tecnici delle luci che si sono fatti in quattro per aiutarmi e gli altri che fermavano le macchine, non so come sarebbe andata.
Fatto sta che a mezzanotte, smontato tutto, io e Kris ci siamo guardate in faccia e non sapevamo se ridere o se piangere.
Era andato tutto bene e io avevo un nodo in gola che voleva proprio venire fuori: sopravvissuta alla lingua, alla situazione estrema e agli attori stanchi dopo una giornata massacrante.

"Ok, trust me: I'll bring you to the best place to cry. 
Just, I want you to be prepared."

Ristorante di ramen, o meglio un locale minuscolo e tristemente illuminato, piuttosto malandato e disseminato di gente mezza addormentata per terra. 
Aveva ragione, era davvero il posto migliore.
E ci siamo divertite un casino.

1 commento:

Marilena ha detto...

Il ramen è una zuppetta? tipico tuo, ripescare dal fondo un elemento utile per tornare sù...