mercoledì 1 aprile 2009

しんじられない、incredibile.


Per due motivi, il primo: nevica.
Il secondo: sono quasi le tre del mattino e io non ho sonno.
Dopo un viaggio di tre ore in bus e una tra taxi e treno per le campagne sono arrivata a Tokamachi.


Il treno che abbiamo preso non era nulla di piu' di un treno locale, eppure era speciale: sul suo soffitto, quando passa nelle gallerie, viene proiettato un filmato... una specie di planetario in movimento.
Mi sono chiesta come mai qui.
Fosse stato a Tokyo non mi avrebbe stupito piu' di tanto, ma qui nelle risaie... 
Poi mi sono detta 'perche' no!?'
Le persone che  abitano qui hanno diritto quanto gli altri alle innovazioni divertenti che si inventano in questo paese... dopotutto, se non ci fossero loro, la grande Tokyo che non dorme mai sarebbe senza riso.
E senza sake.


Per cena ho cucinato carbonara e pollo arance e limone per nove persone che hanno mangiato le due cose contemporaneamente, ma che nonostante questo sembra abbiano gradito parecchio.
Il mio pranzo all'arrivo era stata una ciotola di ramen sui tatami della camera che ora divido con Kris.
Fa freddo in questa casetta di legno e quasi in ogni stanza c' e' almeno una stufa: a meno che non ci sia qualcosa sul fuoco, si sente odore di kerosene.
Il bagno e' gelido, ma appena si apre l'acqua bollente e' sempre la stessa meraviglia di vapore che lava via ogni stanchezza.
Anche perche' fuori e' tutto bianco.

martedì 31 marzo 2009

Welcome back


Qui da soli non e' la stessa cosa.
Scendere dall'aereo a Narita, prendere il treno e passare per le campagne vendendo i primi operai giapponesi al lavoro non e' mica divertente alla stessa maniera, se non puoi commentare con nessuno.

La prima impressione e che questo viaggio sara' silenzioso.

Prima di prendere il treno per Shinagawa mi e' comparso davanti Starbucks e mi sono fermata doverosamente per il primo bollene Maccha Tea Milk del viaggio.
Da sola mi sono detta che era proprio quello che ci voleva come bentornata e quindi, valigia da una parte e latte al te' verde dall'altra, sono andata verso il binario.
Peccato che mi ero scordata che in stazione non esistono i cestini per paura degli attentati e quindi sono dovuta tornare indietro per buttare il bicchiere.

Qui a casa e' tutto uguale, a parte un enorme e nuovo televisore con una definizione che in Italia non ci immaginiamo nemmeno, un nuovo forno e una foto mia tra le foto di famiglia sul mobile della sala.
Immaginatevi la mia reazione quando l'ho vista.

Il cane, dopo 2 anni di assenza, ancora si ricorda di me e non ha ancora finito di farmi le feste....e a dirla tutta nemmeno allo spazzolino che mi ha rubato dalla camera.

Ma la doccia, la doccia me la ero dimenticata.
Lo sgabello, il catino e la salvietta da legare in testa erano sempre allo stesso posto.
E' stato il momento piu' bello: i cinque secondi che sono bastati a riempire il bagno di vapore e la secchiata d'acqua bollente rovesciata sulla testa non hanno avuto rivali.


mercoledì 25 marzo 2009

La voix du sang


"Il meglio che possiamo augurarci è di scoprire, dietro il muro che abbiamo appena abbattuto, altre muraglie più lontane di cui ignoriamo la consistenza e che richiederanno alla nostra intelligenza di inventare nuovi congegni che dobbiamo costruire dal nulla"


Questo blog inizialmente era nato per condividere ricordi di viaggio tramite le mie foto, ma ora spero possa essere un modo per raccontare il prossimo viaggio in diretta.
Mi sono resa conto, postando quel video brevissimo (che peraltro si vede abbastanza male e senza colori), che ci sono sensazioni che se non si annotano da qualche parte e in qualche modo, si perdono e si dimenticano. Ce ne sono altre invece che se le scrivi perdono tutto.
Forse è la sottile linea tra quello che si può condividere e quello che va tenuto per sé, e che io ancora non ho imparato a riconoscere.
Fatto sta che questi giorni prepartenza sono davvero intensi: qualche lavoretto, la valigia che attende in sala sotto al tavolo su cui ho accumulato tutti i regali, e il rogito venerdì.
Un giorno solo di tempo per entrare nella nuova e vuota casetta e respirare un pò della sua aria, per poi cercare di capire da lontano come vorrebbe essere arredata.
Si, secondo me alla fine la voce che conta è la sua. 
Decide lei.

Nonostante gli impegni ieri sono stata alla mostra di Magritte, a Palazzo Reale: semplicemente imperdibile.
Non lasciatevela scappare, davvero... e se avete un pò di soldi da parte o andate in coppia prendete anche l'audioguida!


mercoledì 18 marzo 2009

Quasi pronta


Oggi la prima videochiamata dal Giappone da quando Kris è arrivata a Tokamachi: con quella meraviglia di skype ho fatto il primo tour virtuale nella casa in cui starò.
Due piani, sei stanze, un bagno tradizionale bianco e pulito, interni di legno e porte scorrevoli in carta di riso... e tra l'altro pare non sarò nemmeno così sola. 
Ci sarà lo sceneggiatore, che attualmente lavora con la troupe televisiva, che oltre a concedermi gentilmente l'utilizzo del suo vecchio Mac, pare si intenda anche di luci e mi farà compagnia durante le svariate uscite fotografiche.
Insomma, meglio di così non si poteva... senza contare che degli amici giapponesi che ho, alcuni sono originari proprio di Nigata e hanno famiglie disponibilissime.
Nel frattempo il progetto prende forma e io annoto tutto quello che deve entrare nella mia valigia, cominciando ad informarmi sulle condizioni meteo: se tutto va bene e non riprenderà a nevicare, anche questa volta vedrò fiorire i ciliegi.
Così, un pò per ricordarmi del viaggio precedente e un pò per entrare nell'ottica di quello che mi aspetta tra poco, ho recuperato i dvd con i filmati che ha fatto Roby esattamente due anni fa... eccone uno di quando siamo usciti stanchi ma felici dal Ginkakuji.

domenica 1 marzo 2009

人は武士


Ieri sono stata a Palazzo Reale: tra una vasta serie di mostre interessanti, tra Magritte, Caravaggio e il Futurismo, abbiamo scelto i Samurai.
Inaugurata il 25 febbraio e aperta fino al 2 giugno, espone trenta armature, spade ed elmi: forse non la parte più attraente del Giappone per una ragazza, eppure...
Sarà che io ho la lacrima facile e che apprezzo in particolare la provenienza, ma quello che ho visto è di una bellezza rara.
Per i particolari, per i colori, per la cura infinita con cui è stato prodotto.
Per la "delicatezza", che a noi europei potrebbe sembrare aggettivo azzardato in tema di guerra.
Anche a chi di Bushidō non avesse sentito mai parlare, credo sarebbe chiaro che queste in mostra non sono semplici armature e che le spade, come la credenza giapponese tramanda, non sono semplici spade, ma conservano l'anima di chi le ha forgiate.




venerdì 27 febbraio 2009

Testamento biologico


Riporto il testo della mail che ho ricevuto, sperando che anche voi che leggete abbiate il mio stesso pensiero ed andiate sul sito a firmare.
Io sono per la libertà di scelta, che in questo stato -nemmeno troppo lentamente- si sta perdendo.
Carissima/o,

Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima causa.
Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del
dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che
limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come
l'idratazione e l'alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di
trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l'ultima
parola. Qual è allora l'utilità di questa legge, se non si garantisce al
cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della
destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento
biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad
un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa
andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di
famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un
cenno alle cure palliative, all'assistenza ai disabili, alla terapia del
dolore.

Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l'appello, invitando tutti
i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per
raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto
costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci
potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è
quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella
della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa
della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i
cittadini vogliono essere liberi di scegliere.

Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più
possibile l'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito
www.appellotestamentobiologico.it e grazie perché abbiamo già
raggiunto quasi 100.000 firme!

Ignazio Marino

giovedì 19 febbraio 2009

Nuovo capitolo


Oggi è arrivata la notizia che aspettavo.
La conferma.
Tornerò in Giappone, questa volta per lavorare.
Per un progetto che non avrei nemmeno sognato e ora prende forma tutto in un momento.
Chissà come sarà Niigata in aprile, mentre si prepara per la nuova triennale.
Ancora fredda credo, dato che in inverno viene sepolta da due o tre metri di neve... ma quest'anno pare che il clima sia più mite.
So che abiterò sopra ad un ristorante di sushi, in una via piuttosto animata, con un gruppo di ragazzi che lavorerà ad un film.
Che fotograferò le persone locali.
Che quasi nessuno parlerà inglese.

So che partirei anche se sapessi meno di così.

martedì 10 febbraio 2009

Back to The Netherlands


Il viaggio mi fa sempre bene: mi ricorda che il mondo non è solo ciò che mi circonda, cosa che per abitudine a volte finisco col pensare.
In questo viaggio ho conosciuto delle persone speciali: chi a 16 anni ha lasciato la sua casa e la sua famiglia dall'altra parte del mondo per partire con il suo violino, chi con le dita sui tasti di un pianoforte si trasforma in regina, chi è emigrato per una condizione di lavoro un pò migliore.
Ho visto che le vite dei miei amici sono cambiate. E sono belle, semplicemente perchè hanno avuto il coraggio di fare ciò che sentivano essere giusto per loro.
E allora chi se ne frega se il tempo olandese è triste e freddo, se la cucina è anche peggio, se i ciclisti attentano quotidianamente alla tua vita, e se il bucato ci mette una settimana ad asciugare... la sera si ritrovano tutti con le loro storie nelle enormi cucine delle studenthouse, con le lucine natalizie che rallegrano un pò, e sono una grande famiglia.


martedì 20 gennaio 2009

Invito a cena con delitto



L'ultimo dei ragali di Natale è stato "scartato" ieri: un invito a cena con delitto, organizzata dall'Associazione Studio Novecento.
Non sapevamo bene cosa aspettarci... se una cena con intervalli teatrali oppure, come alcune compagnie fanno, che ci venisse assegnata una parte da svolgere, senza conoscere però la trama dell'intera storia.
Quando siamo arrivati allo Spazio Teatro 89 abbiamo trovato i tavoli disposti di fronte al palco, apparecchiati per un centinaio di persone: sul palco 4 sedie.
Qualcuno si è sentito sollevato nello scoprire che il nostro ruolo sarebbe stato semplicemente quello di investigatori, mentre sul palco sarebbero stati presenti esclusivamente i quattro indiziati. La storia si è sviluppata a tre intervalli, tra primo secondo e dolce, dando il tempo alle tavolate di conoscersi e di sfoderare carta e penna per prendere appunti, studiare gli indizi... e mangiare.
Piacevole, indubbiamente, anche se forse l'assassino ci è sembrato così scontato da escluderlo dalle nostre ipotesi! 
Colpa dei troppi C.S.I.


venerdì 16 gennaio 2009

mercoledì 14 gennaio 2009

With love and care


Non so bene come nasca questo post sul sapone: forse dalla mia ricerca di prodotti esclusivamente vegetali, o forse dal profumo di buono che emanano questi che ho comprato.
Fatto sta che il sapone è uno di quei regali che secondo me vanno sempre bene: serve e si consuma senza occupare spazio!
Quando ho aperto il primo e ho letto "made with love and care" ho pensato poi che è proprio quello che mi piacerebbe distinguesse quest'anno nuovo: fare, con amore e cura.

venerdì 2 gennaio 2009

sabato 13 dicembre 2008

Precaria


La verità, alla fine, è che io amo la condizione precaria delle cose. 

La viva incertezza e la sorpresa.