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domenica 25 aprile 2010

25 Aprile


Non so voi, ma io quando comincio ad intravedere da lontano il corteo che si raduna, le bandiere, i tamburi, ho sempre cinque minuti di magone.
Ma dove sono tutte queste persone di solito?
E non è solo perché è una bella giornata e fa un caldo agostano: ci sono mille magliette indossate in sostegno ad Emergency, c'è il banchetto che raccoglie le firme contro la privatizzazione dell'acqua (e che a fine serata ha esaurito i moduli mentre c'è ancora chi aspetta in coda per firmare), ci sono i partigiani che con il passo spedito sono già in Duomo prima ancora che in Porta Venezia ci si sia accorti che il corteo è partito.
Ci sono persone che hanno le idee chiare e che si fanno sentire.
E' solo che nei giorni qualunque, al supermercato, nelle macchine che ci affiancano mentre giriamo in vespa, in metropolitana, queste facce mi sembra di non vederle mai.
Oggi c'erano un sacco di famiglie, tantissimi (ma proprio tanti) bambini, immigrati, anzianissimi vispi che reclamano il sacrosanto diritto di parola per coloro i quali questa giornata l'hanno resa possibile e zittiscono chi farebbe senza dubbio meglio a tacere.

martedì 13 aprile 2010

Salone del mobile 2010 - preview

Da ieri la città è in fermento per l'inizio del Salone del Mobile: mai come in questi giorni c'è da girare a piedi.
Un pò per il traffico incredibile, un pò perchè ad ogni angolo può comparire qualcosa di insolito ... chessò, ad esempio una via Montenapoleone tempestata di lampadari di stoffa colorata.


Quest'anno ho aspettato il salone con impazienza: oggi per la prima volta ho avuto l'occasione di visitare alcune istallazioni in Triennale accreditata come stampa.

Poche persone, ancora qualche scatolone qua e là, ma non nello spazio Canon, semplicemente perfetto: una struttura geometrica e prismi colorati, fiori di ciliegio, pioggia di stelle ed una musica leggera.


Non so dire quanto tempo abbia passato qui dentro.


So solo che era tutto un susseguirsi di inchini e di "mi scusi", "prego" e di qualche convenevole in giapponese scambiato a voce bassa. Non ho avuto nemmeno il coraggio di prendere un succo d'ananas offerto dal catering, per paura di sembrare scortese.


Da domani riprendo il mio progetto di reportage da spedire dall'altra parte del mondo...


lunedì 5 aprile 2010

...ad esser curiosi...



La prima volta che ho guardato tra le inferite di villa Invernizzi è stato durante un'incursione notturna estiva in motorino.
Quando ho visto quelle macchie rosa tondeggianti a mezz'aria muoversi lente intorno alla fontana non ho capito subito... c'è da dire però che l'ipotesi che si trattasse di fenicotteri non era esattamente delle più probabili.
Ora è una delle attrazioni della città che preferisco, prima di tutto perchè via Cappuccini è vicina ai giardini di via Palestro: basta uscire dal parco e fare due passi tra i palazzi liberty.
Quello che mi piace non è tanto poter vedere i fenicotteri in città, che a ben guardare mi fanno una tristezza infinita come gli animali dello zoo, ma è la scoperta.
E' l'idea di guardare attraverso le inferiate per scoprire una realtà diversa e inaspettata.
E' la sorpresa.
E' lo stesso motivo per cui, se non ci sono tende, guardo nelle case degli altri...


giovedì 18 marzo 2010

Sull'assenza


Non è che non abbia da scrivere o che mi sia dimenticata i buoni propositi, ma in questo momento sembra che il lavoro stia dando i suoi frutti.
Inoltre la mia testa, anche se non si vede ancora, sta lavorando parecchio alla casa, alla camera in particolare e alle betulle che dipingerò sulle pareti unitamente alle quattro stagioni.
E' ancora tutto qui dentro ma presto lo vedrete anche voi.
E perdonate l'assenza.

lunedì 8 febbraio 2010

Yayoi Kusama a Milano


... ovvero quando un ricordo bussa alla porta.

C'era una scultura bellissima a Tokamachi, per essere precisi alla stazione di Matsudai: un fiore tentacolare di mille colori, tutto ricoperto di pois, in mezzo al verde dei prati e vicino al fiume.
Mi piaceva guardarla ogni volta che passavo in macchina con Higuchi san, e la volta che gli altri sono entrati al museo e io mi sono fatta lasciare fuori, sono salita sulla collinetta per guardarla da vicino.
Sono rimasta un pò lì ad osservare le libellule, poi sono scesa al fiume.

Poi sono tornata in Italia.

Fatto sta che in questo inverno freddissimo ad un certo punto ho visto i manifesti con la foto di una enorme zucca gialla a pois neri, ma non ho detto niente a nessuno, pensando forse che non avrei trovato molti candidati disposti a venire con me alla mostra.
Forse ero anche un pò restia all'idea di sovrapporre altre immagini al ricordo del fiore tentacolare.
Ma quando Angela a sfoderato la locandina non ci sono più stati santi.

Un enorme fiore variopinto su sfondo pimpa era esattamente quello che ci si poteva spettare all'ingresso della mostra: quello che invece non mi sarei aspettata per niente è stato lo scoprire che questi innumerevoli Polka Dots (non è un bellissimo nome per un gatto???) che io chiamavo incoscientemente pois, non sono per niente frutto di un'anima allegra ma di una specie di ossessione maniacale.

... ma dopotutto la poesia è di chi la legge, e una scultura è altrettanto: a me continuano a mettere allegria!


Ps: se solo fossi un po' meno pigra ci sarebbero talmente tante cose da fare e vedere a Milano...

venerdì 1 gennaio 2010

2010


Chissà com'è che ci si trova a sperare sempre che la mezzanotte del 31 dicembre abbia qualche strano potere catartico che le altre notti non hanno, come se davvero fosse diversa e concedesse di voltare pagina.
Magari è così davvero.

La mia mezzanotte è stata incredibilmente serena, a fianco di persone nuove e piacevoli, in un clima stranamente tranquillo, in cui anche i botti della Barona sono sembrati attutiti per lasciare spazio alle fontane colorate che comparivano nella nebbia.
Ecco, vorrei che questo 2010 fosse così: un anno in cui tutti avessero la possibilità di cogliere le occasioni che capitano, di godersi i nuovi incontri, di accogliere ogni nuova esperienza senza paura, di scegliere la propria strada.
Con decisione, ma senza rivoluzioni troppo rumorose nella propria vita.

La rivoluzione che davvero serve verrà di conseguenza e sarà molto più grande.

lunedì 16 novembre 2009

Taste of time


Una serata in cui sei amici si ritrovano intorno ad un tavolo dopo 13 anni e hanno tutti le stesse facce.
Hanno cambiato zona quasi tutti, cominciano a fare bilanci, ma nessuno si è dimenticato di quel cortile in cui si passavano tutti i pomeriggi: si scoprono cose insospettate, ovvero che in tutti questi anni si sono pensati.
"Sai, la tua casa me la ricordo. Ogni volta che passo per la tua via butto un'occhio al tuo portone".
Cose così.
E a fine serata è tutto esattamente come prima e noi che per strada ci abbiamo giocato, e parecchio, giochiamo ancora allo stesso modo, alla soglia dei trenta.
Dopotutto in ognuno dei tredicenni di allora c'era già il seme di quello che sarebbe diventato.


giovedì 15 ottobre 2009

Italian Sunday



INGREDIENTI: un'ora di macchina,


una giornata tersa ma con un pizzico di nuvole,

la voglia di stare insieme,


la buona cucina,


il lungolago per una passeggiata,


gli animali,


il panorama,


una bella spolverata di colore,


l'orizzonte,


... e un bel piatto di castagne calde.

lunedì 21 settembre 2009

Il mio vicino Totoro

Serranda di un garage a Tokamachi!

Dopo 21 anni dalla sua uscita in Giappone, Totoro è arrivato nelle sale italiane: pur avendolo visto decine di volte, siamo corsi al cinema.
Tanti bambini ma anche adulti, qualcuno da solo, che sicuramente come noi sapeva già cosa stava andando a vedere.

Io ho cominciato a piangere coi singhiozzi alla prima schermata blu, e non ho più smesso. Non perchè ci fosse qualcosa di triste ma, anzi, perchè era tutto incredibilmente bello.

Lì è contenuto con esattezza il motivo del mio amore sviscerato per quella terra, quello che a parole non riesco mai a spiegare.

Il fatto è il Giappone è capace di creare sogni simili, che poi in fondo forse sogni non sono.

L'atmosfera delle risaie, delle case di legno e dei santuari, delle cicale e delle rane, lo spirito dei boschi... non è così magico perchè si tratta di un cartone animato. E' così davvero.
Chi di noi da bambino non ha mai visto muoversi i Nerini del buio (makurokurosuke) agli angoli della stanza, spegnendo la luce prima di addormentarsi?

Avrei voluto che in quella sala ci fossero tutti i bambini di Milano (e possibilmente meno madri: "eh si, questo cartone è più da femmine"... mio Dio.) perchè, se solo potessero crescere tenendo a mente questa meraviglia, io credo avrebbero una vita più genuina, più gentile, più lieve.


Totoro alla fermata del bus e la crescita dei semi...

sabato 12 settembre 2009

Terra, acqua e fuoco.


Tra tutte le esperienze nipponiche che non ho ancora raccontato e tra cui sto cercando di fare ordine nella mia testa, c'è questa, iniziata come tutte le altre: la vicina di casa dal grembiule giallo che mi sveglia di buon'ora e mi carica in macchina per una destinazione imprecisata.
Una vecchia scuola in montagna, ho scoperto poi, in cui un maestro insegnava alle donne del luogo a lavorare la terracotta.

L'imperfezione speciale

Ciabatte all'ingresso, grembiule da lavoro, un tornio a testa e soprattutto tutte le spiegazioni in giapponese. Si sono fatti in quattro per farsi capire.
Il mio tornio che girava veloce, la mia fatica evidente e qualche fallimento tecnico non gli impedivano di esclamare "sugooooi", "jozu neeee"... ma io nella mia opera non vedevo granché di eccezionale.

...La mia firma!

Le mani del maestro invece erano uno spettacolo. L'argilla gli obbediva silenziosa, si piegava ad ogni sua leggera pressione senza che lui facesse fatica.
Più efficiente di una macchina, in un paio di minuti preparava tazze da the, piatti, vasi.


Sono stata alla scuola tre volte in tutto: la prima ho dato forma alle mie tazze, la seconda, con l'argilla quasi asciutta, le ho decorate, ma la terza..... è stata una cerimonia tribale.
Innanzi tutto era notte fonda.
Il maestro non era nell'aula ma all'aperto, vicino al forno con alcuni uomini del paese: erano lì da tre giorni, a curare il fuoco, dandosi il cambio per riposare sui sacchi a pelo stesi in classe.
Le donne si occupavano di portare qualcosa da mangiare, una zuppa di miso calda che li riscaldasse, il caffè che li tenesse svegli.
Loro a turno controllavano la temperatura, aggiungevano legna, facevano respirare il fuoco in un paesaggio completamente nero e sommerso nel gracidare delle rane.
Tante risate, tanto sake (che il maestro aveva chiesto di evitare per non perdere la concentrazione), tante stelle sulle nostre teste.
Intorno al fuoco, come in una cerimonia che sa di antico.

La tribù intorno al fuoco

lunedì 31 agosto 2009

Un giorno d'estate anche per noi



Per chi quest'anno non ha visto il mare,
anche una gita di un giorno sul lago d'Orta profuma di vacanza. Amici, macchina fotografica, cd da viaggio ed un sole insperato che ha colorato le case di toni accesi.
Ho pensato che questo posto sarebbe perfetto da visitare con i primi amici giapponesi che capiteranno in Italia: mentre camminavamo per i vicoli di Orta mi immaginavo già cosa avrebbero potuto dire se fossero stati lì con noi.

La gita in barca a San Giulio per me è valsa forse di più dell'isola stessa, disabitata, eccetto il convento, e non troppo ospitale, ma che ci ha regalato un matrimonio scozzese e uno degli abbracci d'amore più romantici che io abbia mai visto:

Il vero motivo della gita è stata la finale mondiale dei fuochi d'artificio, che quest'anno sono stati il sottofondo della mia estate... ma certo che tanta gente così non ce la saremmo mai immaginata: il panino con la salamella della cena è stato una lotta e considerando quanto siamo stati in macchina al ritorno, avremmo potuto tranquillamente andare a vederli anche se fossero stati nelle Marche.

Ma lo spettacolo sul lago ...

lunedì 24 agosto 2009

In un giorno così...


... in cui in realtà non è successo niente di eccezionale, ho pensato che della mia vita non cambierei niente.
Nonostante il lavoro precario, nonostante le mille incertezze, nonostante quello di me che non mi piace, non lo farei nemmeno potendo.

Forse perchè ho avuto la fortuna di aver vissuto delle realtà diverse, la fortuna di aver incontrato persone così distanti da me eppure così vicine e simili, da essere entrate a tutti gli effetti nella mia vita e nelle mie giornate.

Non cambierei nulla anche grazie a quegli amici che conosco da una vita e che, come ieri sera, offrono sempre un posto accogliente dove rifugiarsi tra quattro chiacchiere e qualche bruschetta.

Non lo farei per questa sensazione di essere qui in una parentesi che mi separa dal prossimo viaggio.

Per i giri notturni in vespa attraverso i campi.

Per quello che ho imparato, ovvero che se non vedi, se non scopri, se non prendi posizione, se non sei curioso, se non ascolti, se non chiedi, se non incontri, allora non serve a niente.

Quindi adesso mi vesto ed esco, buona serata a tutti.

martedì 18 agosto 2009

Lights


Passatempo estivo per chi è già tornato in questa città ancora poco popolata o per chi non è ancora partito: di sicuro per chi ha amato il più lungo e complesso Vision Room Escape Game ed attendeva qualcosa di simile... sia in inglese che in 日本語
Buon divertimento!

giovedì 13 agosto 2009

ゴールデン街


Quella notte non ho fatto foto, nemmeno una: la macchina era appoggiata sulla mensola un pò precaria di quel locale e non l'ho mai toccata.
Semplicemente, mi sono dimenticata.
O forse, visto che di fronte ad uno scenario del genere era impossibile dimenticarsi, ho scelto per una volta soltanto di godermelo.
Mi sono goduta la visione del barista dai capelli arancioni e l'asciugamano legato sulla fronte per combattere il caldo umido di una notte di agosto a Tokyo, mi sono goduta l'atmosfera intima intorno a quell'unico tavolo intorno a cui era costruito il locale.
Ci si stava in 4, meno di 10 metri quadri, e noi (un regista, un attore, un produttore cinematografico ed una fotografa), col barista l'abbiamo riempito.
Il tempo si è consumato in fretta, tra sigarette al mentolo, Shochu e pensieri un pò più sinceri del solito.
Era qualcosa che non si poteva fotografare.
Una serata perfetta e troppo veloce, tra i vicoli del Goldengai di Shinjuku.

martedì 4 agosto 2009

The pain I'm used to


Sono gli ultimi due giorni qui a Tokamachi e l'aver consegnato il portfolio ad un direttore di eventi di Tokyo, arrivato qui apposta per incontrarmi, non rappresenta ancora una concreta possibilita' di ritorno.

E' uscito anche il sole, dopo interminabili giorni di pioggia, e di sicuro non mi rendera' piu' facile lasciare questi posti: il verde brillante delle risaie, le case di legno e queste persone che sorridono sempre, che ti parlano anche se non puoi capire, che ti riempiono di regali, che passano il loro giorno di riposo portandoti in giro per le montagne.

lunedì 27 luglio 2009

柏崎市の花火、fuochi d'artificio a Kashiwazaki




Ho sempre letto di festival di questo genere nei fumetti, ho visto nei cartoni animati le ragazze vestite in yukata, le lanterne per le strade, e sempre mi sono chiesta se davvero fosse qualcosa di  cosi' poetico.


In realta' e' molto di piu'.
Due ore di fuochi che illuminano a giorno i volti di centinaia e centinaia di persone sedute in riva al mare, quasi in silenzio, e la fanfara che annuncia le esplosioni piu' importanti.



Esplosioni che rimbombano nel petto e alzano un coro di "oooooh".

Il cielo sembra quasi che non essere abbastanza grande.


Due ore di colore, di meraviglia, e poi una fiumana che si riversa composta nelle strade del paese, con le proprie stuoie sotto braccio e qualche bimbo addormentato sulle spalle dei genitori.

sabato 25 luglio 2009

Anteprima


Ieri pomeriggio grande fermento: alle 16 ritrovo nel teatro di Tokamachi per prepararsi al grande evento, l'anteprima del film しゃったぁず4 per gli abitanti della citta'.
Mesi di lavoro.
Tutti agitati per un cambio di orario e luogo di proiezione repentino comunicato solo 2 giorni prima, ci chiedevamo quante persone si sarebbero presentate... 
Quando le prime sono cominciate ad arrivare e' stato commovente.
Alcuni settori del teatro erano stati chiusi credendo forse che non sarebbero serviti, ma sono stati aperti ed in parte riempiti. 
La proiezione e' stata preceduta dal discorso dei 4 membri fondatori del progetto - Hatanaka, Yuta, Kris e Mouri- che hanno raccontato i loro intenti, l'aiuto delle persone locali nella realizzazione del film e quanto il loro progetto si sia ingrandito rispetto alle ipotesi iniziali.

Ha parlato il sindaco di questa citta' che in inverno viene sepolta da metri di neve e nonostante tutto resiste, sono stati intervistati tre dei quattro attori principali.

Il film, che per la prima volta ho visto dall'inizio alla fine e non spezzettato per scene, e' scorso semplice, sereno, pulito, con un messaggio chiaro che sicuramente e' stato apprezzato.
Gran parte delle persone in sala si e' vista recitare sul grande schermo. 
Alla fine sui titoli di coda molti applaudivano a ritmo di musica... e fortse qualcosa qui sta gia' cambiando, ma di questo vi raccontero' la prossima volta.


mercoledì 15 luglio 2009

Quel che resta del sushi


Se l'ultima sera Tokamachi mi sono trovata davanti ad un enorme vassoio di sushi gentilmente offerto dai coinquilini, questa volta la sorpresa e' stata ancora piu' grande, proporzionalmente alle dimensioni del piatto.

Non c'e' voluto molto perche' restasse solo un fagottino di riso e qualche chicco sparso qua e la, mentre noi chiacchieravamo e ricreavamo l'atmosfera di un paio di mesi fa, riesumando il ricordo di qualche episodio divertente.

E' ancora una grande famiglia, che si allarga e si restringe velocemente, fatta di gente che va e che viene a qualunque ora del giorno e della notte. 
C'e' qualcosa di speciale, in questa vecchia casa circondata dai grilli, che invita tutti ad entrare.